Scala di Bristol: i 7 tipi di cacca, spiegati bene

Cos'è la scala di Bristol, i 7 tipi di feci uno per uno, come si legge il risultato e perché conta più la serie di giorni che la singola cacata.

· 6 min di lettura · HaiCacato.it

Se hai cercato «scala di Bristol» è probabile che sia successa una di due cose. O un medico te l'ha nominata di sfuggita e sei uscito dallo studio annuendo senza aver capito, oppure hai guardato nel water e ti sei fatto una domanda che non si fa ad alta voce. In tutti e due i casi: benvenuto, qui si parla di questo.

Cos'è la scala di Bristol

È una classifica visiva in sette tipi, sviluppata al Bristol Royal Infirmary e pubblicata nel 1997 da Stephen Lewis e Ken Heaton. Non è un esame e non è un voto: è un vocabolario condiviso. Serve perché «boh, un po' molla» non è un'informazione utile per nessuno, mentre «tipo 6» lo è.

Il principio è meno misterioso di quanto sembri. La forma delle feci è soprattutto una spia del tempo di transito: più a lungo restano nel colon, più acqua viene riassorbita e più diventano dure e frammentate. Meno tempo ci restano, più arrivano molli e liquide. Tutta la scala, dal tipo 1 al tipo 7, è essenzialmente questo asse.

I sette tipi, uno per uno

  • Tipo 1. Palline dure e separate

    Piccoli grumi duri e distinti, tipo nocciole. Difficili da espellere e spesso il passaggio non è piacevole.

    Transito molto lento.

  • Tipo 2. Salsicciotto grumoso

    La forma c'è, ma è la somma di tanti grumi compattati insieme. Superficie irregolare, consistenza dura.

    Transito lento.

  • Tipo 3. Salsicciotto con crepe

    Forma allungata, superficie che si crepa. Già dalla parte giusta della scala.

    Transito nella media.

  • Tipo 4. Salsicciotto liscio e morbido

    Allungata, liscia, morbida. È il riferimento che quasi tutte le fonti indicano come ideale.

    Transito nella media.

  • Tipo 5. Pezzi morbidi con bordi netti

    Pezzi separati, morbidi, con contorni ancora definiti. Escono senza sforzo.

    Transito un po' rapido.

  • Tipo 6. Poltiglia sfrangiata

    Pezzi soffici dai bordi irregolari, che tendono a impastarsi. Qui l'urgenza inizia a farsi sentire.

    Transito rapido.

  • Tipo 7. Completamente liquida

    Nessun pezzo solido, solo liquido. Se dura più di un giorno o due, l'acqua che perdi conta più della classificazione.

    Transito molto rapido.

Come si legge il risultato

La lettura veloce è questa: 1 e 2 stanno dalla parte della stitichezza, 3 e 4 sono la zona in cui la maggior parte delle persone si trova bene, dal 5 al 7 si va verso il troppo rapido.

Detto questo, il tipo di una singola giornata non racconta niente. Una cena messicana non è una diagnosi, e nemmeno tre giorni di viaggio con gli orari sballati. La scala diventa informazione solo quando la guardi nel tempo.

Conta la serie, non il singolo dato

Un tipo 6 isolato dopo una serata è rumore. Dieci tipi 6 in due settimane sono un fatto. È esattamente il motivo per cui esistono i diari: la memoria umana su questo argomento è pessima, e quando qualcuno ti chiede «da quanto va avanti?» la risposta onesta di solito è «boh, un po'».

Vale anche per la frequenza. Non esiste il numero giusto valido per tutti: la forbice considerata normale va da tre volte al giorno a tre volte a settimana. Il segnale utile non è quanto ti discosti dalla media degli altri, ma quanto ti stai discostando dal tuo ritmo.

Cosa ti sposta su e giù per la scala

  • Fibre e acqua. La coppia più banale e la più sottovalutata. Le fibre senza acqua a volte peggiorano le cose.
  • Movimento. Anche solo camminare cambia i tempi di transito, e si nota parecchio nei periodi molto sedentari.
  • Stress e sonno. Intestino e testa si parlano molto più di quanto faccia comodo ammettere.
  • Farmaci e integratori. Il ferro, alcuni antidolorifici, certi antiacidi: tutti sanno spostare la scala.
  • Viaggi e cambi di orario. Il classico blocco dei primi due giorni di vacanza.
  • Ciclo mestruale. Le variazioni lungo il mese sono comuni e regolari.

Come si registra su HaiCacato

Nel check-in giornaliero scegli la consistenza in un tocco, senza compilare moduli. Da lì in poi il lavoro lo fa lo storico: vedi la serie, la frequenza e i periodi in cui qualcosa è cambiato. Nel profilo Genitore puoi annotare anche il colore osservato del bambino e scaricare un riepilogo da mostrare al pediatra.

E sì, nel frattempo la app ti dà XP, streak e badge per una cosa che faresti comunque. Il trucco è tutto lì: un diario che non apri non serve a niente, quindi tanto vale renderlo scemo abbastanza da aprirlo.

Domande frequenti

Qual è il tipo migliore della scala di Bristol?

I tipi 3 e 4: a forma di salsicciotto, lisci o con qualche crepa, facili da espellere. Sono considerati il riferimento perché indicano un tempo di transito nella media, né troppo lento né troppo rapido.

Il tipo 6 significa che ho la diarrea?

Non da solo. Il tipo 6 indica feci sfrangiate e molli, quindi un transito rapido, ma una singola volta dopo una cena pesante o un viaggio non vuol dire niente. Quello che conta è se si ripete per giorni.

Quante volte al giorno è normale andare in bagno?

Non esiste un solo numero valido per tutti. La forbice considerata normale va da tre volte al giorno a tre volte a settimana. Il segnale utile non è la media generale, ma quanto ti stai discostando dal tuo ritmo abituale.

La scala di Bristol serve anche per i bambini?

Sì, viene usata anche in pediatria, ma nei neonati e nei lattanti le feci sono normalmente molto più morbide. Se registri il diario di un bambino, annota consistenza e colore osservato e porta lo storico al pediatra invece di interpretarlo da solo.

Posso usare la scala di Bristol per capire se ho un problema?

No, è un vocabolario condiviso per descrivere le feci, non un test diagnostico. Serve a te per notare i cambiamenti e al medico per capirti al volo. La diagnosi resta un lavoro suo.

Come registro la scala di Bristol su HaiCacato?

Nel check-in giornaliero scegli la consistenza tra le opzioni disponibili. Il diario tiene lo storico e nel profilo Genitore puoi annotare anche il colore osservato, con un riepilogo esportabile da mostrare al pediatra.

Tienine traccia, invece di ricordartelo male.

Check-in in un tocco, storico che parla al posto tuo e abbastanza scemenze da farti tornare domani.

Continua a leggere